GRANDE GUERRA E OPERE D’ARTE
L’invasione da parte delle truppe tedesche nei nostri paesi segnò in maniera drammatica l’esistenza di molti abitanti, che si videro improvvisamente arrivare la guerra in casa.
Anche il ricco patrimonio storico-culturale del nostro territorio subì ingenti danni e perdite, dovuti a saccheggi e bombardamenti.
A volte invece si riuscì a salvare il prezioso patrimonio, che ancora oggi può essere ammirato da tutti noi.
E’ il caso della pala dell’altare maggiore della chiesa di Moriago, “Madonna in trono e Santi” di Giovanni Antonio de Sacchis, meglio noto come il Pordenone e databile al 1530 circa.
L’opera raffigura la Madonna in trono con bambino e santi. Gesù è raffigurato mentre si protende alla sua sinistra verso Santa Caterina, al fianco della quale compare Giovanni Battista. Dall’altro lato, San Leonardo, patrono della parrocchiale, e Sant’Antonio Abate. Ai piedi del trono, due putti.
Fino ai primi dell’Ottocento la tavola di pioppo era attribuita a due pittori: una corrente la diceva del Pordenone; l’altra l’assegnava al Tiziano.
La questione venne risolta da una autorità indiscussa: Antonio Canova. Il 12 ottobre 1822 di ritorno da Collalto, si fermò appositamente a Moriago e senza tergiversazioni sentenziò che la pala doveva essere attribuita al Pordenone. Il fatto fu tramandato da una scritta in latino che si poteva leggere sotto la pala fino alla prima guerra mondiale: “Tabvlam . hanc . hvcvsqve . Titiano . Vecelli. adtribvtam , Ant . Canova . Artivm .princeps . Io . Ant . Regillo . Portvsnaonis .extra . dvbivm. adjvdicavit . et . inter . eivs .pennicilli . miracvla . reponendam . asservit .
XII . Kal . Oct . MDCCCXXll – Questa tavola finora attribuita a Tiziano Vecellio, Antonio Canova, principe delle arti, senza alcun dubbio la attribuì a Giovanni Antonio de Sacchis di Pordenone e asserì che bisogna riporla tra i miracoli del suo pennello. 12 Ottobre 1822″.
Di questa pala e della sua attribuzione al Pordenone ne parla anche Pier Alessandro Paravia (Zara, 15 luglio 1797 – Torino, 18 marzo 1857; è stato un letterato, traduttore e mecenate italiano, professore di eloquenza presso l’Università di Torino) al marchese Gian Jacopo Trivulzio in una sua opera pubblicata nel 1824: “SOPRA UNA PALLA ATTRIBUITA AL PORDENONE – LETTERA DI PIER ALESSANDRO PARAVIA – jadrense- All’ eccellentiss. sig. marchese GIOVANJACOPO TRIVULZIO”.
L’opera avvalora la tesi che la pala sia opera del Pordenone, analizzando vari aspetti pittorici e ponendo l’attenzione sulla visita di Antonio Canova a Moriago, e venne scritta da Paravia non molto distante da Moriago, precisamente a Bosco di Vidor il 13 novembre 1823.
Quando giunsero nel nostro territorio le truppe tedesche nel novembre 1917, trovarono molte opere che non era stato possibile portare in salvo la di là del Piave. Si adoperarono perciò di porle in salvo da eventuali danni, e per fare ciò si avvalsero di uno speciale gruppo di protezione per le opere artistiche, già aveva avuto modo di operare già in Friuli nel corso dell’avanzata.
La pala del Pordenone fu una di queste opere che venne salvata dal saccheggio e dall’eventuale distruzione nel dicembre 1917 su iniziativa di un signore di arte austriaca , tale Prof. Thomaset. Nel libro “KUNSTSCHUTZ IM KRIEGE” (PROTEZIONE DELLE ARTI IN GUERRA) si parla appunto del suo salvataggio, così come quello di altre innumerevoli opere del territorio. Riporto alcuni brani che ho tradotto:
– “In casi di particolare rilevanza, o se la ripresa in atto non è stato possibile, gli oggetti sono stati trasferiti al sito principale di recupero presso la Biblioteca Comunale di Udine. Ci fu, tra gli altri la pala di Pordenone dalla chiesa a Moriago che nel dicembre 1917 su iniziativa di un signore di arte austriaca gruppo di protezione (Prof. Thomaset)”
-“Il numero di chiese distrutte completamente o parzialmente è molto grande; S.Polo, Ponte di Piave, Salgareda, S. Donà di Piave, Pieve di Soligo, Sernaglia, Moriago, Grisolera, Passarella, Noventa, Roncadelle, S. Michele, Tozze, Susegana ecc;. il loro numero sarà ancora coltivate sostanzialmente durante l’offensiva italiana”
– “la pala di Pordenone nella chiesa parrocchiale di Moriago che è stato designato una delle vere e proprie opere d’arte rimaste nei territori occupati”
La pala non andò perduta nel corso della guerra e si salvò, ed oggi è possibile ammirarla nella chiesa di Moriago dopo l’ultimo restauro effettuato dal 2012 al 2014.

















